“Soltanto una crisi, reale o percepita, produce vero cambiamento. 

Quando quella crisi si verifica, le azioni intraprese dipendono dalle idee che circolano.

Questa, io credo, è la nostra funzione principale: sviluppare alternative alle politiche esistenti, mantenerle in vita e disponibili finché il politicamente impossibile diventa il politicamente inevitabile”

Milton Friedman dedicò questa frase a Pinochet, Reagan e Thatcher ed è tuttora il manifesto del “Capitalismo dei Disastri”: ispirò i palazzinari del post-terremoto a L’Aquila, i liberisti post uragano Katrina a New Orleans, le grandi compagnie turistiche nel Bangladesh dopo lo tsunami che spazzò i villaggi dei pescatori.

Queste sono le immagini della terra che giravano sui social grazie a Simon Lee qualche settimana fa.

E’ la chiara dimostrazione che quelle che erano solo delle anomalie termiche nel Giugno del 1976 sono diventate, nell’arco di circa 40 anni, diffuse nuove normalità.

Sul sito del Goddard Institute è sempre stato possibile verificare queste mappe, ma in un twitt, Simon Lee, ci ha rappresentato la storia incontestabile del clima del nostro pianeta di questi ultimi anni e l’ha resa popolare.

"Quando il pozzo è asciutto conosciamo il valore dell'acqua" - Benjamin Franklin

“Il pianeta terra è ricoperto da 1390 milioni di chilometri cubici d’acqua, di cui il 97,5% salata, presente nei mari e negli oceani.

Solo il 2,5% di essa è dolce, in gran parte sotto forma di ghiaccio nelle calotte polari.

Gli esseri umani ne hanno a disposizione solo 93000 chilometri cubici, pari a circa lo 0,5% del totale” (Water Grabbing-pag. 24)

“Dal 1950, quando sulla Terra eravamo meno di 2,5 miliardi.

“Se davvero fossimo troppi in questo paese ed in questo mondo?

E se la crescita fosse finita per sempre?

Che succede se finisce il petrolio?

E se le risorse minerali su cui si basa l’industria diventano più rare?

Che succede se si estinguono migliaia e migliaia di specie animali e di piante?

Di chi mi potrei fidare se avessi davvero bisogno di aiuto?

E se la mia vita dovesse cambiare per sempre?

Che farei se perdessi il lavoro, la casa, i risparmi, o qualunque altra cosa che mi da sicurez

Doveva essere solo una puntata al mulino per un rifornimento. Ho trovato la compagnia di Gianni Madio e la fuga ad Altamura si è trasformata in una improvvisata visita guidata, tra macchine che moliscono i nostri grani da quasi un secolo grazie alla passione ancestrale e alla sapienza del mugnaio e della sua famiglia: Mario, il mugnaio; Pina, la moglie; Paolo e Angela, i loro figli e Clara, la figlia di Angela, l'ultima arrivata 7 mesi fa.

Abbiamo bisogno di porci altre domande. Le risposte che ci diamo sembra che non portino soluzioni. Saranno le domande sbagliate?

Abbiamo bisogno di immaginare un altro modello economico, un altro modello produttivo, altre relazioni tra noi e le milioni di specie che convivono sul nostro pianeta. 

Avremmo bisogno di un altro modello culturale che, come ci dice Gosh, è orfano di creativi, di letterati, di artisti, di saltimbanchi culturali.

Usiamo dire che ci manca il cibo, o che non abbiamo corrente, o che non c'è acqua, o che dovremmo garantire a ognuno un reddito, o una casa, ma alla fine, ciò di cui abbiamo bisogno è energia facilmente accessibile che ci permetta di produrre abbastanza cibo, che faccia arrivare acqua ai nostri rubinetti, che ci permetta di accendere una lampadina con un interruttore, che ci permetta di accendere il nostro computer o alimentare l'auto o un trattore, che ci consenta di partecipare a uno stato di

"Maria Rodrigues & Pietro Civale,  oltre ad essere una coppia nella vita, sono uniti dalla passione per le api.  Nati, lei in Portogallo e lui sul Pollino, hanno affrontato entrambi un percorso formativo ispirato all’amore per la natura e alla salvaguardia dell’ambiente.

Una premiazione che devo condividere con chi ogni giorno accompagna le mandrie e le greggi su per i pascoli, governa le stalle, munge e caseifica per ottenere i migliori pecorini, caprini o vacchini che mi permettono di soddisfare i gusti dei clienti che arrivano in Bottega.

I prodotti caseari di queste piccole aziende agricole rappresentano un presidio per i nostri territori.

"L'apicoltura "Il Nettare degli Dei" nasce da una storia di famiglia semplice, ma ricca di tradizione e dedizione, la stessa che ancora oggi ripongo nel mio lavoro di apicoltore, frutto di una passione tramandata nel tempo.

All’inizio degli anni ‘30 mio nonno Alessandro, in seguito affiancato da mio padre Tommaso, allevava api che indisturbate danzavano da un fiore all'altro e instancabili raccoglievano nettare tra le colline di Matera.
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